Stanchezza. Non quella fisica, che si può misurare in ore di sonno o in chili sulle spalle. Parlo di quella stanchezza che pesa nel cuore, che si insinua nei pensieri, che rende ogni respiro un po’ più lento, ogni gesto un po’ più faticoso. Quella stanchezza che ti fa sentire fragile anche quando vorresti essere forte. Se stai leggendo queste parole e la senti anche tu, voglio dirti che non sei sola/o. Non sei in difetto, non sei fragile. Sei umana/o, stanca/o ma ancora qui. Ancora a provare, ancora a respirare, ancora a cercare un filo di luce tra i giorni. La scrittura è stata per me un modo per alleggerire questa stanchezza. Non cancellarla, non fingere che non ci sia, ma darle spazio, darle voce, guardarla negli occhi senza paura. Ho iniziato a scrivere parole piccole, semplici, a volte sconnesse. Parole che non dovevano essere belle nè coerenti: dovevano solo uscire, trasformando il peso in inchiostro. Oggi voglio offrirti questo piccolo spazio, prendi carta e penna o apri un documento e prova a scrivere tre frasi sulla tua stanchezza. Come si manifesta? Dove la senti, nel corpo o nell’anima? Cosa vorresti dirle? Non serve mostrarglielo a nessuno, non serve giudicare, serve solo sentire, lasciare che la stanchezza diventi parola, diventi respiro, e respiro diventi un po’ di leggerezza. Perchè ogni stanchezza ha diritto di essere ascoltata ed ogni parola che nasce da essa diritto di essere accolta.

Hi, this is a comment.
To get started with moderating, editing, and deleting comments, please visit the Comments screen in the dashboard.
Commenter avatars come from Gravatar.